la fanzine più trendy del momento (ora on lain), correlata dalle improvvisazioni mentali della sua creatrice
ecco l'anteprima della nuovissima produzione AUTOCANNIBALISMO, senza disegni (devo pagare per inserire le foto, tiè!): non è tutta la raccolta, ma solo gran parte di questa...
AUTOCANNIBALISMO - raccolta di poesie, pensieri, disegni - D.I.Y. - 2005
Questa raccolta nasce dal bisogno naturale di far sentire la propria voce, di esprimere le proprie opinioni, i propri pensieri, i propri sentimenti. Nasce dal bisogno di esternarmi, di ostentare ciò che sento e ciò che sono, senza paura del giudizio altrui, senza paura di autoanalizzarmi e di condannare ciò che sento di marcio in questo mondo che mi sento stretto addosso. Tramite l’arma dell’autoproduzione!
NESSUN COPYRIGHT! – FOTOCOPIA E DIFFONDI!!!
PER INFO – CONSIGLI – CRITICHE – INSULTI – COMMENTI:
SALANDI VALENTINA yellow_eyesit@yahoo.it
Via Gramsci 22 llorda_zine@libero.it
Lurate Caccivio
22075
COMO
(AUTO)CANNIBALISMO (per un’opera di Valerio Gaeti)
Mangiare. Fino alla nausea. Rapporto scorretto con me stessa, col mio corpo, con i miei pensieri. Rapporto scorretto con voi, con le parole, con i sensi.
Viscere inscatolate, sesso in salamoia, brandelli di religione fritta, frattaglie di politica ed istruzione. Arte saltata in padella, cuore in flambè, occhi con contorno di ipocrisia, mani sottaceto. Ho degustato il migliore sangue presente sul mercato, ho degustato le vostre assurde teorie al vapore, ho degustato l’insipido sugo dei vostri corpi, ho degustato…Odore di pelle scottata, molli corpi di fanciulle, bambini immersi nella vita prima degli aborti, cartilagine attorno alla rotula delle ginocchia di un vecchio, ombelichi odoranti di intestini tenue e crasso. Saliva cosparsa sulla tavola, limone spruzzato nelle orecchie, midollo dei vostri pensieri e lacrime salate sulle guance gonfie di lividi. Ho mangiato tutta me stessa, per rigettarmi di nuovo, ho mangiato ogni parte del tuo corpo, succhiandola sino all’essiccazione, ho divorato idee e libri colmi di immagini, mi sono rifocillata del latte più acre delle vostre mammelle. Ho lasciato scorrere il tempo, affinché i vostri liquidi acquistassero maggiore delizia. Invano.
Fame che si ritorce nel mio stomaco, fame eterna, come la lupa dantesca, fame perenne per volermi eternamente bene, fame distruttiva alla ricerca della soddisfazione insoddisfatta. Ho annusato il fetore dei vostri figli, ho annusato il sudore degli animali. Ho mangiato mia madre e mio padre con il dispiacere, ho soffocato mia sorella per lasciarla stagionare a testa in giù, ho squartato la pancia delle madri e vi ho trovato solo fumo, ho ispezionato la vostra mente ed analizzato ogni vostro movimento e vi ho trovato solo mediocrità, ho leccato ciò che di dolce potevate produrre e ne sono rimasta disgustata. Mi sono assaggiata le dita dei piedi, mi sono mangiata tutte le unghie, mi sono nutrita delle mie fotografie, mi sono macellata per conoscermi meglio. Bovini aperti e mosche appoggiate sulle loro vischiosità, donne nascoste dentro corpi di leoni ed agnelli che nascondevano conigli, che nascondevano quaglie, che nascondevano vermi, umani con la testa rasata e volti caprini, gambe disossate e grandi grosse larghe pance al mercato nero, seni succhiati e molli, orecchie che pendono dal mio collo, denti nascosti sotto i cuscini in attesa del topo.
Mi sono infilata la testa tra le gambe per divorarmi fino in fondo, mi sono infilata dita nella bocca per assaporare l’amaro del mondo che tocco, mi sono infilata obbiettività nell’ombelico per trascinarla dentro di me. Trippa di adolescente gettata nella spazzatura, responsabilità venduta sui banchi della carne, sperma fresco nelle bacinelle servito con uova di struzzo, capelli nelle pagine dei libri e misto di polmoni gonfiati nell’acqua salata. Ho cercato l’equilibrio nell’abbuffata, ho inghiottito nervosamente il tuo sguardo, ho cercato nel cannibalismo dei sensi l’amore, ma vi ho trovato solo carne calda, dura e pulsante di vita. Adoro cucinare filosofia ed introspezione, tentare una nouvelle cuisine, mischiare le croste delle cadute con i liquidi della guarigione, succhiare sangue dalle vostre arterie, cercare senso nel mordermi ed annusarmi la pelle. Ci siamo mangiati tutti. Ci siamo mangiati la morale. Ci siamo mangiati tutti. Ci siamo mangiati per sentirci bene. Ogni giorno cerco la preda più allettante per raggiungere lo stato di quiete. Ogni giorno sperimento il mio sapore per scaricare la mia fame infinita. Ci si mangia, ammuffendoci le viscere, ci si mangia, per dare sale a questa vita, ci si mangia, per colmare la nostra mancanza di senso, ci si mangia, per riuscire a sopravvivere. Grasso che cola, libidine appesa ai fili, cantine con cervelli stappati, caffé di cenere umana servito ai fast foods. Yogurt di palpebre fermentato, frittura di natiche alla televisione, frullato di parole prima delle elezioni, cannucce che succhiano materia grigia per la lobotomizzazione, vivisezione umana su soggetti non volontari, pubblicità ingozzata dalla massa, riviste porno a dosaggio elevato per tredicenni vuoti, guinzagli per colli di bambini con un osso in bocca. Autocannibalismo nella mia camera, autocannibalismo nella mia testa, autocannibalismo insaziabile. Ho fame, le mie fauci necessitano pelle. Ho fame, le mie richieste raggiungono gli estremi. Ho fame di emozioni e parole appese ai fili. Perché il vostro midollo l’ho già succhiato tutto. Perché il vostro aroma mi ha fatto stare male. Ed ora non posso far altro che creare quiete, nutrendomi dei miei succhi.
24FEB2005
ATTORNO
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Guardo il mondo
E non posso far altro che pensare
Che tutto ciò che la gente fa è
Inutile.
Guardo il mondo
E non posso far altro che accorgermi
Che io non sono altro che aria
Per il mondo.
Nelle loro teste
Esiste un grosso verme scuro e
Con la pelle umida e viscida.
Gli occhi li possiede
Sia sulla testa che
Sulla coda.
E due bocche, su queste estremità,
sono collocate.
Due bocche fameliche di pensieri,
di etica e di sentimenti.
Il verme mangia tutto ciò che trova,
con una bocca, mentre con l’altra
vomita tutto, trasformandolo in bolle
di sapone.
Esse si infrangono sulle pareti del cervello.
E della ragione
Non resta che un vago ricordo.
Ricordo, ricordo, ricordo…
Ricordo quando mi rassegnavo a
Guardare…quando mi rassegnavo…
Ora non faccio altro che analizzare, sputare,
vomitare, costruire…
Costruire.
Partecipare.
Per non restare solo un fermo immagine.
Od un ricordo vago di esso.
28AGO04
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(pubblicata in “Pandistelle” da M.Cervellino e M.Fogliaresi-marzo2005)
Scatti.
Intatti.
Fotografia che esprime
ira.
Ho datato ogni singolo respiro.
Ho datato.
Ho adattato.
Ho visto
uomini piangere soli,
seduti ai muretti in controluce.
Ho visto
gelare piante e sospiri,
fiori e lucertole stanche di sole.
Ho visto
giornate scorrermi dentro,
come olio su padelle unte
di fritto.
Ho visto alberi piantati nel terreno, cespugli di ricordi, frammenti di immagini, pezzi storpiati di canzoni, piogge intermittenti, luci pazienti, neon sfacciati e lampeggianti.
Ho visto corse contro il vento e lacrime alla luce della luna, sotto i tetti spioventi le rondini fare il nido, negli angoli più bui le donne, autostoppisti di fronte ai benzinai e scatole di latta abbandonate, cumuli di terra colmi di formicolante vita impazzita, occhi illuminati nel nero della sera e falò lasciati a se stessi.
Ho visto
mani che raccoglievano fieno, ed ho raccolto fieno.
Ho visto
perdere oggetti per strada, ed ho raccolto questi, ma la gente o non li ha voluti, o non li ha ritenuti suoi.
Ho visto preservativi usati, biancheria stesa, muffa sui limoni, cipolle che sapevano di miele, mele che sapevano di cipolla, sangue misto a pizza e pomodoro trascinato sull'asfalto.
Ho visto
una sedia.
Ho visto
un uomo seduto.
Ho sentito
il cielo sulla pelle e le risa dei fanciulli, ho sentito la cattiveria negli sguardi e la superiorità di questi, ho sentito un cane abbaiare in un campo apparentemente deserto: non c'erano fiori, ma solo nebbia.
Ho visto
pacchetti di sigarette vuoti a terra, piccioni disinfestare le mattinate, galline azzuffarsi sui vermi, spaghetti con un buco al centro, pugni sulla fronte e bicchieri di liquore, odore di assenzio e verde fata, mosche sullo zucchero e lumache sciolte dal sale.
Ed io continuo a camminare, respirando a fondo, come unghie conficcate nella pelle di un vecchio.
Tu e le foglie ed i mille odori miscelati.
Terra e gelsomino.
14FEB05
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Le uscite dal quotidiano…quanto mi fanno sentire viva, queste!
Notare quant’è buffa la gente…
E questa non ride mai!
Potessi grattarmi la schiena contro l’asfalto, lo farei ora, qui, di fronte e tutti.
Tutti che passano.
Che si sciolgono l’ombra sui porfidi.
Tutti che passeggiano.
Solo i bambini troppo piccoli per comprendere guardano, ridono ed annuiscono.
E nell’inquotidianità notare quel pezzo di cielo di Porta Torre.
Solo il volo di un uccello mi fa notare che non è solo un rettangolo azzurro.
Ma un quadrato di cielo folle ed aperto.
Il vuoto scompare, lasciando che le angolazioni tra gli alberi riempiano i loro desiderosi spazi.
Osservo dei bronchi a terra e scrocco una sigaretta.
Diana Rossa…
Poteva andarmi meglio.
E quello lì si fuma la sua tre volte in un tiro della mia.
Ritmo.
Ritmo.
Sostienimi, perché il sole mi ha cotto le guance.
Ed ora puzzo di bruciato.
26APR05
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“Corsico. Stazione di Corsico.
ANNUNCIO RITARDO:
il treno regionale 10613 di Trenitalia delle ore 13.17, proveniente da Porta Genova, destinazione Mortara ore 13:22, arriverà con 20 minuti di ritardo, causa guasto ad un passaggio a livello.
Ci scusiamo per il ritardo."
silenzio.
ticchettio della macchina
per la convalida.
un toscano mi ha chiesto
spiegazioni.
catapultata in un posto
fuori posto.
fuori tempo.
senza il rumore dei tacchi a spillo.
silenzio.
solo il ticchettio della macchina
per la convalida.
di un biglietto fantasma.
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afa.
luce.
galline.
il pane, qui, lo faranno
sicuramente macinando
a mano il grano.
una stazione senza
controllore, nè capostazione.
una parete,
20,
30,
40
pareti dipinte a seconda
dei colori a disposizione.
vagoni.
e quello di Valerio?
starei qui tutta la vita
seduta ad ascoltarmi.
28MAG05
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vorrei sentire il ruvido dell'asfalto sotto i piedi,
assaporando l'appoggio e lo slancio.
occhi di un gatto dilatati in obliquo da mollette per stendere i panni in primavera, le stesse con cui stendo i miei scritti su fili di nylon così trasparenti da mozzarti la testa al passaggio.
ho contato le note che mi occorrono per comporre una canzone da passeggio.
quattro più quella mentale.
nel grande occhio mi sciolgo, pensandoti.
4GIU05
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un giorno seduta senza attendere la pioggia,
senza cercare un senso.
seduta a guardare ciò che avviene attorno,
a fissare un punto solo tutto il giorno.
in silenzio ad annusare le nuvole con gli occhi,
ad immaginare viaggi senza scopo.
in silenzio.
sedendomi.
attendendo che sia il senso stesso a trovarmi.
6GIU2005
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Vivere tra quattro mura,
scrutando ogni singola parete.
Al buio.
Guardarsi attorno,
cercando l’orologio
per esultare di aver fatto passare del tempo.
La tv è solo una luce
Più rumorosa del solito.
Mi accendo una sigaretta.
Scarica.
Scarica.
Sollievo.
28LUG05
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Ho diluito ogni distanza,
accartocciando l’aria.
Sento, finalmente,
il contatto col suolo.
Posso definirmi terrena
In questa terra non mia.
Se trovassi in uno sguardo
-quello sguardo giusto-
Il tremolio allo stomaco,
mi ritroverei staccata
dal suolo.
Di nuovo
Comunque estranea
In questa terra non mia.
Comunque osservatrice
Delle situazioni,
comunque lasciva alla
dimenticanza.
E nella notte mi sparerei
Il solito filmino mentale.
1LUG05
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I vostri sguardi mi circondano!
Indifferenza per voi,
luride bestie, sporche di odore di mercato
e di incenso domenicale!
Non voglio più sentire le vostre
Mani sulle mie!
Non voglio più sentire la vostra
Voce pacata!
Non riesco più a rialzarmi!
VI VOGLIO SOFFOCARE!
VOGLIO SOFFOCARE!
SOFFOCARE!
SOFFOCARE!
I VOSTRI SGUARDI!
I VOSTRI SGUARDI!
I VOSTRI SGUARDI!
SGUARDI!
04
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Vuoti
Chiusi dentro spazi
Vuoti.
Che si incastrano nei miei pensieri
Vuoti,
che urlano, che vendicano
il tuo sangue
sporco di nebbia
e sapore di
disperazione.
04
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Sussultano come foglie a terra e sull’acqua posate.
Sussultano e le schiacci solo per sentirne il rumore.
Croccante.
2DIC02
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SUONI ED ODORI
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Lasciatemi almeno Tciaikowsky,
purché lui sapeva leggere nel cuore
e nelle nuvole.
Lasciatemi un pezzo di bosco.
L’ambulanza urla la morte del mezzogiorno.
7GIU2005
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Troppi rumori attorno a me.
Troppo silenzio che mi avvolge.
Ho voglia di restare seduta accanto ad una carezzevole mano,
cercando il senso di questo sole.
Parole che salgono
E ti fanno bollire la testa.
7GIU2005
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Diventare discarica del tutto,
per poter nascondersi dentro
anche i cadaveri ammutoliti.
Sei sazio di parole?
Allora, scrivi!
6GIU2005
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Everything happens to me.
La gola si scalda ed il mento ride.
Foglie, funghi, odori, ghiande, sottobosco, alberi, legno secco, insetto, casa, tana, bacche, fiori viola, erba per vipere, acqua per uccelli, rugiada per i piedi umidi,
braccia per uomo.
Souvenirs della vera casa.
Della vera casa della calma.
In silenzio.
Da sola.
Sorridendo alle ombre ondeggianti per il vento sotto i rami.
Annusa questa frescura.
E tutto il resto perderà senso, emozione ed importanza.
It could happen to you-me. Ultime note. Inizio col piano.
Piano cammino.
Piano mi sposto.
Piano trovo la lucidità e la lucentezza nelle pupille.
Questo è sentirsi vivi.
Semplicemente.
Annusando il sottobosco.
13GIU2005
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ho bisogno del tuo odore mischiato al mio.
ti prego, vieni.
ma non soltanto in questa mia continua immaginazione.
23MAG2005
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perlustro le pareti attorno a me.
cerco del senso nel mio correre.
vi trovo solo un respiro.
si gonfiano la pancia, il petto.
e sibilo nello svuotarmi.
dove sono le trombe?
dov'è la follia della città?
ora vi è solo silenzio.
il rumore mi ha disgustata.
disgustata tutta.
il frastuono mi ha uccisa, senza seppellirmi.
così, il divincolarmi a terra per l'ultimo attacco elettrico di nervi
ha trovato pace nel silenzio delle parole.
non riesco più a stringere gli occhi verso il sole.
non so più raggelare al tocco dell'acqua della doccia rivolta verso il blu.
so solo respirare.
e respirare.
e respirare.
per chetare e distendere i nervi della fronte, le rughe del dentrocorpo.
abbandono la testa all'indietro e sento un sorriso ebete smorfiarmi appena le guance.
che fine ho fatto?
non vedo l'ora che ci sia una domenica di sole per godere degli odori dei rami.
19APR2005
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Al buio
Si sentono meglio i rumori.
Si percepisce la larghezza
Dell’anima e si scordano
I sensi di colpa.
TUTTO APPARE PIU’ CHIARO.
TUTTO E’ NUOVO, COME RINATO,
MA, NELLO STESSO ISTANTE,
ETERNO ED IMPERITURO.
SENZA INIZIO, NE’ FINE.
Solo con uno slancio
Che si proietta in avanti,
dal centro del nostro corpo
AGO04
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Quando li sento parlare,
mi vien voglia di colpirli in faccia.
Non riesco a sopportare i loro discorsi.
HO UN SILENZIO DENTRO
CHE LI OPPRIME!
Come le rocce
Sputate dai miei
Sguardi monoespressivi.
NETTE E PESANTI.
HO UN SILENZIO DENTRO
CHE LI OPPRIME.
AGO04
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3 minuti di silenzio.
Da fare per forza.
Sono 3 minuti di pensieri
Che vanno ad altro.
E Madrid rimane solo un nome.
Scommetto che state pensando
Ad altro,
oppure al niente
-supponendo la sua esistenza-
ma i 3 minuti sono per credermi più buona
e compassionevole o
solo per passare 3 minuti
in silenzio, senza essere rimproverata?
Ed in 3 minuti sono stati scaricati
Dalla mente 3 milioni di pensieri
Di stronzate.
04
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Seduta nell’umidità
Della pioggia,
ho annusato
la tranquillità.
Finalmente
È lontano il rumore
Di casa.
Sorrido.
Pensando al tuo
Odore,
sospiro.
21AGO05
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Annusarmi le mani per sentire un dolce sapore.
Dov’è la bellezza umana che tanto cerco?
Dove sono quelle mani pronte a farmi sussultare.
Vorrei una goccia di sorriso per perdervi la vita diecimila anni interi.
13GIU05
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Accovacciarmi con serenità in un asciutto calore.
Per respirare.
13GIU05
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Cadere.
Come se nulla fosse.
Immagino una terra vastissima.
Ed un bel ricordo al concludersi dell’infinito orizzonte pieghevole.
Tastami coi polpastrelli le labbra e raccontami che suono hanno fatto.
13GIU05
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Mentre canta il vento sul collo,
penso al giorno in cui morirò di follia.
Ormai faccio e dico ciò che penso.
Capiterà l’irrazionale?
6GIU05
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Ci stiamo respirando a pieni polmoni.
E noi ci mangeremo anima e corpo, vedrai…
Ci stiamo respirando a pieni polmoni.
22GIU05
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ho cercato il brivido nel solleticarmi i capelli.
ho cercato la pienezza schiacciando all'estremo il pastello ad olio.
ho cercato la dura perfezione nell'aria gelida del mattino.
ho cercato...ho cercato un polmone nuovo di zecca per un vivere migliore.
ho cercato un posto in prima classe, per evitare di spiarmi dentro, alla foce del dolore.
mi divoro ogni giorno la pelle, per sentire ancora l'odore del mio vivere.
individuo.
entro in una piazza e divento Folla.
13APR05
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Vorrei sentirti respirare questa stessa aria di cielo nel bosco in cui si assopisce
La mia frenesia.
Seduto sulla mia stessa tovaglia, col capo all’insù.
E l’odore che pizzica le narici del sambuco,
bianca magia moltiplicatamene ramificata.
23MAG05
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Sottile, continuo, imperterrito
Camminare, sgambettare, razzolare
Di teste.
Una dopo l’altra.
Una
Dopo
L’altra.
-e pare quasi un altro film francese-
Voci
disparate.
Disperate
Emozioni.
Sguardi che si incontrano,
senza toccarsi.
Ed io resto in contemplazione
Dell’unico vero colore.
5NOV05
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Impermeabile, la mia mente cerca di afferrare discorsi umidi e spesso
Fradici di parole.
Avrei voglia di catturarne almeno l’intonazione,
ma tutto questo vivere (oppure il contrario?)
mi ha succhiato la forza per farlo.
Ed ora, con il mal di schiena, mi inarco
Sul tavolo, per comprendere o parlare
Con la superficie piatta e bianchissima.
Ma dove sono andate tutte quelle brutte scritte?
29APR05
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CORPO
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Senza sapore.
Le mie mani non tremano più.
Ed in tutto questo caldo,
con i miei capelli sudati,
cerco il luogo più nascosto per vomitare.
Paspo il mio corpo:
è sempre più bianco.
28LUG05
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Spolveratemi.
Ho bisogno di sentirmi viva.
28LUG05
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Localizzami all’ombra dei cespugli,
se esisti, carissimo.
Mi guardo dentro e sono come
Fuori.
Libera di mettermi le dita nel naso.
6GIU05
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Mi guardo allo specchio.
Quando sono così, non sono poi tanto brutta.
13GIU05
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sono crollata nel mio essere imbranata.
inorridita, perdo gli occhi e gli occhiali
e mi gratto la testa.
in perenne imbarazzo
sto a sistemarmi la maglietta, cercando di perdere l'essenza del buffo sul corpo.
cosa sono quei fanali che, larghi, mi circondano?
occhi di chi non mi dà pace
e che pace non possiede.
non ho pace e mi mordo.
non mi do pace e mi succhio le dita.
29APR05
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accarezzami la fronte ed il collo.
fammi commuovere.
perchè ormai non ricordo nemmeno come si fa a piangere.
19APRI05
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quando
non
spalanco
gli occhi,
si scioglie
il molle
di me.
ironico
iride
verde/giallo/marrone/ambra/fieno alla
luce.
e la bocca pesce rosso foglia
canadese
rosata dagli anni resta
socchiusa.
in un viaggio pressoché mentale.
2MAR05
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solchi profondi quanto le mie occhiaie
mi devastano la visione dei seni.
ho deciso che stasera schiaccerò le mosche con le dita.
al volo.
29APR05
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Verrà giorno in cui ritroverò coscienza
Delle mie emozioni.
Ho un buco nel torace che risucchia aria e sputa.
Sono metallica e maniaca al tempo stesso
Ed il mio cuore è un pezzo di cartone storpiato
Dall’assenza di percezione emotiva.
Mi guardo i palmi dei piedi,
cercando la linea più graziosa,
ma vi trovo solo calli che la vita mi ha già avvitato
al tallone.
I cipressi si slanciano verso un cielo
Indifferente.
Ed io, alla loro ombra,
piscio.
29APR05
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Ho tirato la mia pelle
con i denti, sino a lacerarmela.
Ho distrutto le mie mani,
riso per le mie goffe gambe,
fatto a pugni col mio naso arcuato.
Ed ora sono in questa stanza fumosa a contare i pensieri.
Fessure fatte col taglierino
Su una tela di Fontana.
Rosso e spazio.
Ed avrei voglia di metterci le dita
Dentro.
Dentro alla mia carne, riflessi che si lasciano spiare
Dalla luce esterna,
mondo rosso e bagnato,
liquido non omogeneo,
placenta senza figlio.
17FEB05
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Io, donna senza unghie,
costretta a grattare croste dal mio corpo,
io, distrutta e ricreata e gettata dal mondo
nell’angolo più buio, ove i ricordi muoiono,
non posso restare sola a guardare il flusso delle cose scivolarmi accanto, senza fare
nulla.
Nulla…
Non posso limitarmi di vivere di scorie
Che mi lanciate tutti quanti addosso,
non posso evitare di urlare e di straziarmi se mi sento
senza voce.
Allora, alzo gli occhi e con la forza del mio corpo mi ereggo in piedi.
Un passo dopo l’altro…
Potrò trovare pace nel silenzio dei miei pensieri?
Ho un callo nella testa che vive di memoria.
Ho un callo nella testa che vive del tuo viso.
Ho un callo nella testa che mi fa crescere e non mi impedisce di pensare.
Oggetti lanciati verso il sole, caduti in un silenzio generale.
Pietre scagliate contro un muro faran crollare altre pietre di pazzia.
E così, nel flusso generale delle cose, stimolando i miei pensieri pieni di timori,
potrò sdraiarmi almeno un secolo a non pensare.
E stare a fissare il cielo, dopo un debole sospiro,
per soffocare il suono della distruzione universale.
11FEB05
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Quando sono rovinata dal tempo,
sento l’aria grattugiarmi la pelle,
cadendo in un immenso interrogativo
senza partecipazione.
Di parole e di emozioni,
cerco.
Cercare il treno più veloce,
come copertura più estrema.
Occhiali da sole
Per occhi allergici alla luce.
Più violenta.
Di vergogna cado
E mi sbuccio i gomiti.
Non ho più coraggio,
né voglia di decodificarmi.
Addio.
20MAG05
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VIAGGI E PENSIERI VARI
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Le emozioni scivolano
solitarie, aspettando l'ultima
energia in cui sciogliersi
per poi fermentare nella fine ultima,
come zucchero bruciato
in un assenzio praghese
verde come la mia fantasia,
che ogni tanto mi prende
a calci per portarmi dove sono
ora.
30AGO04
Sul marmo
freddo cado. Mi
rompo la testa.
Ed i pensieri.
Affogo di consapevolezza,
inconsapevolmente.
Mi accorgo di essere
Solo un’altra goccia
In un bicchiere
Strapieno di gocce,
che cadono da occhi
tramutatesi in
calda sofferenza, grazie
ad un sorriso spento.
31AGO04
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passo molle come il gatto sotto il sole afoso e pesante, con la testa in ammollo, dondola su quattro zampe la sera estiva, ma, in realtà, non del tutto cronologicamente esatta. ha strappato, prima del previsto, un pezzo di vita, ed ora lo ingoia con sorriso beffardo ed occhi nascosti da due nicchie lucide, nere e rotonde. nostalgia. nostalgica, guardo il cielo, coprendomi la fronte con il lato esterno della mano callosa, cercando la nuvola stretta e l