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Blogger: Llorda
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autrice della fanzine + trendy del momento, voce "femminile" (si fa per dire...) degli Attacco alle Menti, nonchè nota celebrolesa, lavora e piange perchè la vita è crudele. ---- gli Attacco alle Menti nascono agli inizi del 2006 e sono: Llorda--> voce Simo--> chitarra/voce Viola--> basso Andre--> batteria registreranno a presto... --- CalimochoAutoproduzioni: la distro migliore in assoluto! con volantini aggratis, materiale controinfo, cd, dvd, divx, fanzine, magliewte e toppe! nata dall'utero di ArcaRabbiassassina, con l'aiuto di tante belle personcine, come la Llordy, Ago, Loky, AleksRabbiassassina, ecc...

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martedì, 23 agosto 2005

ecco l'anteprima della nuovissima produzione AUTOCANNIBALISMO, senza disegni (devo pagare per inserire le foto, tiè!): non è tutta la raccolta, ma solo gran parte di questa...

AUTOCANNIBALISMO - raccolta di poesie, pensieri, disegni - D.I.Y. - 2005

 

Questa raccolta nasce dal bisogno naturale di far sentire la propria voce, di esprimere le proprie opinioni, i propri pensieri, i propri sentimenti. Nasce dal bisogno di esternarmi, di ostentare ciò che sento e ciò che sono, senza paura del giudizio altrui, senza paura di autoanalizzarmi e di condannare ciò che sento di marcio in questo mondo che mi sento stretto addosso. Tramite l’arma dell’autoproduzione!

NESSUN COPYRIGHT! – FOTOCOPIA E DIFFONDI!!!

 

PER INFO – CONSIGLI – CRITICHE – INSULTI – COMMENTI:

 

SALANDI VALENTINA    yellow_eyesit@yahoo.it

Via Gramsci 22       llorda_zine@libero.it

Lurate Caccivio     

22075

COMO

 

(AUTO)CANNIBALISMO    (per un’opera di Valerio Gaeti)

 

Mangiare. Fino alla nausea. Rapporto scorretto con me stessa, col mio corpo, con i miei pensieri. Rapporto scorretto con voi, con le parole, con i sensi.

 

Viscere inscatolate, sesso in salamoia, brandelli di religione fritta, frattaglie di politica ed istruzione. Arte saltata in padella, cuore in flambè, occhi con contorno di ipocrisia, mani sottaceto. Ho degustato il migliore sangue presente sul mercato, ho degustato le vostre assurde teorie al vapore, ho degustato l’insipido sugo dei vostri corpi, ho degustato…Odore di pelle scottata, molli corpi di fanciulle, bambini immersi nella vita prima degli aborti, cartilagine attorno alla rotula delle ginocchia di un vecchio, ombelichi odoranti di intestini tenue e crasso. Saliva cosparsa sulla tavola, limone spruzzato nelle orecchie, midollo dei vostri pensieri e lacrime salate sulle guance gonfie di lividi. Ho mangiato tutta me stessa, per rigettarmi di nuovo, ho mangiato ogni parte del tuo corpo, succhiandola sino all’essiccazione, ho divorato idee e libri colmi di immagini, mi sono rifocillata del latte più acre delle vostre mammelle. Ho lasciato scorrere il tempo, affinché i vostri liquidi acquistassero maggiore delizia. Invano.

 

Fame che si ritorce nel mio stomaco, fame eterna, come la lupa dantesca, fame perenne per volermi eternamente bene, fame distruttiva alla ricerca della soddisfazione insoddisfatta. Ho annusato il fetore dei vostri figli, ho annusato il sudore degli animali. Ho mangiato mia madre e mio padre con il dispiacere, ho soffocato mia sorella per lasciarla stagionare a testa in giù, ho squartato la pancia delle madri e vi ho trovato solo fumo, ho ispezionato la vostra mente ed analizzato ogni vostro movimento e vi ho trovato solo mediocrità, ho leccato ciò che di dolce potevate produrre e ne sono rimasta disgustata. Mi sono assaggiata le dita dei piedi, mi sono mangiata tutte le unghie, mi sono nutrita delle mie fotografie, mi sono macellata per conoscermi meglio. Bovini aperti e mosche appoggiate sulle loro vischiosità, donne nascoste dentro corpi di leoni ed agnelli che nascondevano conigli, che nascondevano quaglie, che nascondevano vermi, umani con la testa rasata e volti caprini, gambe disossate e grandi grosse larghe pance al mercato nero, seni succhiati e molli, orecchie che pendono dal mio collo, denti nascosti sotto i cuscini in attesa del topo.

 

Mi sono infilata la testa tra le gambe per divorarmi fino in fondo, mi sono infilata dita nella bocca per assaporare l’amaro del mondo che tocco, mi sono infilata obbiettività nell’ombelico per trascinarla dentro di me. Trippa di adolescente gettata nella spazzatura, responsabilità venduta sui banchi della carne, sperma fresco nelle bacinelle servito con uova di struzzo, capelli nelle pagine dei libri e misto di polmoni gonfiati nell’acqua salata. Ho cercato l’equilibrio nell’abbuffata, ho inghiottito nervosamente il tuo sguardo, ho cercato nel cannibalismo dei sensi l’amore, ma vi ho trovato solo carne calda, dura e pulsante di vita. Adoro cucinare filosofia ed introspezione, tentare una nouvelle cuisine, mischiare le croste delle cadute con i liquidi della guarigione, succhiare sangue dalle vostre arterie, cercare senso nel mordermi ed annusarmi la pelle. Ci siamo mangiati tutti. Ci siamo mangiati la morale. Ci siamo mangiati tutti. Ci siamo mangiati per sentirci bene. Ogni giorno cerco la preda più allettante per raggiungere lo stato di quiete. Ogni giorno sperimento il mio sapore per scaricare la mia fame infinita. Ci si mangia, ammuffendoci le viscere, ci si mangia, per dare sale a questa vita, ci si mangia, per colmare la nostra mancanza di senso, ci si mangia, per riuscire a sopravvivere. Grasso che cola, libidine appesa ai fili, cantine con cervelli stappati, caffé di cenere umana servito ai fast foods. Yogurt di palpebre fermentato, frittura di natiche alla televisione, frullato di parole prima delle elezioni, cannucce che succhiano materia grigia per la lobotomizzazione, vivisezione umana su soggetti non volontari, pubblicità ingozzata dalla massa, riviste porno a dosaggio elevato per tredicenni vuoti, guinzagli per colli di bambini con un osso in bocca. Autocannibalismo nella mia camera, autocannibalismo nella mia testa, autocannibalismo insaziabile. Ho fame, le mie fauci necessitano pelle. Ho fame, le mie richieste raggiungono gli estremi. Ho fame di emozioni e parole appese ai fili. Perché il vostro midollo l’ho già succhiato tutto. Perché il vostro aroma mi ha fatto stare male. Ed ora non posso far altro che creare quiete, nutrendomi dei miei succhi.

 

24FEB2005

 

ATTORNO

 

________________________________________________________________________________

 

Guardo il mondo

 

E non posso far altro che pensare

 

Che tutto ciò che la gente fa è

 

Inutile.

 

Guardo il mondo

 

E non posso far altro che accorgermi

 

Che io non sono altro che aria

 

Per il mondo.

 

Nelle loro teste

 

Esiste un grosso verme scuro e

 

Con la pelle umida e viscida.

 

Gli occhi li possiede

 

Sia sulla testa che

 

Sulla coda.

 

E due bocche, su queste estremità,

 

sono collocate.

 

Due bocche fameliche di pensieri,

 

di etica e di sentimenti.

 

Il verme mangia tutto ciò che trova,

 

con una bocca, mentre con l’altra

 

vomita tutto, trasformandolo in bolle

 

di sapone.

 

Esse si infrangono sulle pareti del cervello.

 

E della ragione

 

Non resta che un vago ricordo.

 

Ricordo, ricordo, ricordo…

 

Ricordo quando mi rassegnavo a

 

Guardare…quando mi rassegnavo…

 

Ora non faccio altro che analizzare, sputare,

 

vomitare, costruire…

 

Costruire.

 

Partecipare.

 

Per non restare solo un fermo immagine.

 

Od un ricordo vago di esso.

 

28AGO04

 

________________________________________________________________________________

 

(pubblicata in “Pandistelle” da M.Cervellino e M.Fogliaresi-marzo2005)

 

Scatti.

 

Intatti.

 

Fotografia che esprime

 

ira.

 

Ho datato ogni singolo respiro.

 

Ho datato.

 

Ho adattato.

 

Ho visto

 

uomini piangere soli,

 

seduti ai muretti in controluce.

 

Ho visto

 

gelare piante e sospiri,

 

fiori e lucertole stanche di sole.

 

Ho visto

 

giornate scorrermi dentro,

 

come olio su padelle unte

 

di fritto.

 

Ho visto alberi piantati nel terreno, cespugli di ricordi, frammenti di immagini, pezzi storpiati di canzoni, piogge intermittenti, luci pazienti, neon sfacciati e lampeggianti.

 

Ho visto corse contro il vento e lacrime alla luce della luna, sotto i tetti spioventi le rondini fare il nido, negli angoli più bui le donne, autostoppisti di fronte ai benzinai e scatole di latta abbandonate, cumuli di terra colmi di formicolante vita impazzita, occhi illuminati nel nero della sera e falò lasciati a se stessi.

 

Ho visto

 

mani che raccoglievano fieno, ed ho raccolto fieno.

 

Ho visto

 

perdere oggetti per strada, ed ho raccolto questi, ma la gente o non li ha voluti, o non li ha ritenuti suoi.

 

Ho visto preservativi usati, biancheria stesa, muffa sui limoni, cipolle che sapevano di miele, mele che sapevano di cipolla, sangue misto a pizza e pomodoro trascinato sull'asfalto.

 

Ho visto

 

una sedia.

 

Ho visto

 

un uomo seduto.

 

Ho sentito

 

il cielo sulla pelle e le risa dei fanciulli, ho sentito la cattiveria negli sguardi e la superiorità di questi, ho sentito un cane abbaiare in un campo apparentemente deserto: non c'erano fiori, ma solo nebbia.

 

Ho visto

 

pacchetti di sigarette vuoti a terra, piccioni disinfestare le mattinate, galline azzuffarsi sui vermi, spaghetti con un buco al centro, pugni sulla fronte e bicchieri di liquore, odore di assenzio e verde fata, mosche sullo zucchero e lumache sciolte dal sale.

 

Ed io continuo a camminare, respirando a fondo, come unghie conficcate nella pelle di un vecchio.

 

Tu e le foglie ed i mille odori miscelati.

 

Terra e gelsomino.

 

14FEB05

 

________________________________________________________________________________

 

Le uscite dal quotidiano…quanto mi fanno sentire viva, queste!

Notare quant’è buffa la gente…

E questa non ride mai!

Potessi grattarmi la schiena contro l’asfalto, lo farei ora, qui, di fronte e tutti.

Tutti che passano.

Che si sciolgono l’ombra sui porfidi.

Tutti che passeggiano.

Solo i bambini troppo piccoli per comprendere guardano, ridono ed annuiscono.

E nell’inquotidianità notare quel pezzo di cielo di Porta Torre.

Solo il volo di un uccello mi fa notare che non è solo un rettangolo azzurro.

Ma un quadrato di cielo folle ed aperto.

Il vuoto scompare, lasciando che le angolazioni tra gli alberi riempiano i loro desiderosi spazi.

Osservo dei bronchi a terra e scrocco una sigaretta.

Diana Rossa…

Poteva andarmi meglio.

E quello lì si fuma la sua tre volte in un tiro della mia.

Ritmo.

Ritmo.

Sostienimi, perché il sole mi ha cotto le guance.

Ed ora puzzo di bruciato.

26APR05

________________________________________________________________________________

 

“Corsico. Stazione di Corsico.

 

ANNUNCIO RITARDO:

 

il treno regionale 10613 di Trenitalia delle ore 13.17, proveniente da Porta Genova, destinazione Mortara ore 13:22, arriverà con 20 minuti di ritardo, causa guasto ad un passaggio a livello.

 

Ci scusiamo per il ritardo."

 

 

silenzio.

 

ticchettio della macchina

 

per la convalida.

 

un toscano mi ha chiesto

 

spiegazioni.

 

catapultata in un posto

 

fuori posto.

 

fuori tempo.

 

senza il rumore dei tacchi a spillo.

 

silenzio.

 

solo il ticchettio della macchina

 

per la convalida.

 

di un biglietto fantasma.

 

-------

 

afa.

 

luce.

 

galline.

 

il pane, qui, lo faranno

 

sicuramente macinando

 

a mano il grano.

 

una stazione senza

 

controllore, nè capostazione.

 

una parete,

 

20,

 

30,

 

40

 

pareti dipinte a seconda

 

dei colori a disposizione.

 

vagoni.

 

e quello di Valerio?

 

starei qui tutta la vita

 

seduta ad ascoltarmi.

 

28MAG05

 

________________________________________________________________________________

 

vorrei sentire il ruvido dell'asfalto sotto i piedi,

 

assaporando l'appoggio e lo slancio.

 

occhi di un gatto dilatati in obliquo da mollette per stendere i panni in primavera, le stesse con cui stendo i miei scritti su fili di nylon così trasparenti da mozzarti la testa al passaggio.

 

ho contato le note che mi occorrono per comporre una canzone da passeggio.

 

quattro più quella mentale.

 

nel grande occhio mi sciolgo, pensandoti.

 

4GIU05

________________________________________________________________________________

 

un giorno seduta senza attendere la pioggia,

 

senza cercare un senso.

 

seduta a guardare ciò che avviene attorno,

 

a fissare un punto solo tutto il giorno.

 

in silenzio ad annusare le nuvole con gli occhi,

 

ad immaginare viaggi senza scopo.

 

in silenzio.

 

sedendomi.

 

attendendo che sia il senso stesso a trovarmi.

 

6GIU2005

 

________________________________________________________________________________

 

Vivere tra quattro mura,

scrutando ogni singola parete.

Al buio.

Guardarsi attorno,

cercando l’orologio

per esultare di aver fatto passare del tempo.

La tv è solo una luce

Più rumorosa del solito.

Mi accendo una sigaretta.

Scarica.

Scarica.

Sollievo.

28LUG05

________________________________________________________________________________

 

Ho diluito ogni distanza,

accartocciando l’aria.

Sento, finalmente,

il contatto col suolo.

Posso definirmi terrena

In questa terra non mia.

Se trovassi in uno sguardo

-quello sguardo giusto-

Il tremolio allo stomaco,

mi ritroverei staccata

dal suolo.

Di nuovo 30 metri più in su.

Comunque estranea

In questa terra non mia.

Comunque osservatrice

Delle situazioni,

comunque lasciva alla

dimenticanza.

E nella notte mi sparerei

Il solito filmino mentale.

1LUG05

________________________________________________________________________________

 

I vostri sguardi mi circondano!

 

Indifferenza per voi,

 

luride bestie, sporche di odore di mercato

 

e di incenso domenicale!

 

Non voglio più sentire le vostre

 

Mani sulle mie!

 

Non voglio più sentire la vostra

 

Voce pacata!

 

Non riesco più a rialzarmi!

 

VI VOGLIO SOFFOCARE!

 

VOGLIO SOFFOCARE!

 

SOFFOCARE!

 

SOFFOCARE!

 

I VOSTRI SGUARDI!

 

I VOSTRI SGUARDI!

 

I VOSTRI SGUARDI!

 

SGUARDI!

 

04

________________________________________________________________________________

 

Vuoti

 

Chiusi dentro spazi

 

Vuoti.

 

Che si incastrano nei miei pensieri

 

Vuoti,

 

che urlano, che vendicano

 

il tuo sangue

 

sporco di nebbia

 

e sapore di

 

disperazione.

 

04

________________________________________________________________________________

 

Sussultano come foglie a terra e sull’acqua posate.

Sussultano e le schiacci solo per sentirne il rumore.

Croccante.

2DIC02

________________________________________________________________________________

 

 

 

SUONI ED ODORI

 

_______________________________________________________________________________

 

Lasciatemi almeno Tciaikowsky,

 

purché lui sapeva leggere nel cuore

 

e nelle nuvole.

 

Lasciatemi un pezzo di bosco.

 

L’ambulanza urla la morte del mezzogiorno.

 

7GIU2005

 

________________________________________________________________________________

 

Troppi rumori attorno a me.

 

Troppo silenzio che mi avvolge.

 

Ho voglia di restare seduta accanto ad una carezzevole mano,

 

cercando il senso di questo sole.

 

Parole che salgono

 

E ti fanno bollire la testa.

 

7GIU2005

 

________________________________________________________________________________

 

Diventare discarica del tutto,

 

per poter nascondersi dentro

 

anche  i cadaveri ammutoliti.

 

Sei sazio di parole?

 

Allora, scrivi!

 

6GIU2005

 

________________________________________________________________________________

 

Everything happens to me.

 

La gola si scalda ed il mento ride.

 

Foglie, funghi, odori, ghiande, sottobosco, alberi, legno secco, insetto, casa, tana, bacche, fiori viola, erba per vipere, acqua per uccelli, rugiada per i piedi umidi,

 

braccia per uomo.

 

Souvenirs della vera casa.

 

Della vera casa della calma.

 

In silenzio.

 

Da sola.

 

Sorridendo alle ombre ondeggianti per il vento sotto i rami.

 

Annusa questa frescura.

 

E tutto il resto perderà senso, emozione ed importanza.

 

It could happen to you-me. Ultime note. Inizio col piano.

 

Piano cammino.

 

Piano mi sposto.

 

Piano trovo la lucidità e la lucentezza nelle pupille.

 

Questo è sentirsi vivi.

 

Semplicemente.

 

Annusando il sottobosco.

 

13GIU2005

 

________________________________________________________________________________

ho bisogno del tuo odore mischiato al mio.

 

ti prego, vieni.

 

ma non soltanto in questa mia continua immaginazione.

 

23MAG2005

 

________________________________________________________________________________

perlustro le pareti attorno a me.

cerco del senso nel mio correre.

vi trovo solo un respiro.

si gonfiano la pancia, il petto.

e sibilo nello svuotarmi.

dove sono le trombe?

dov'è la follia della città?

ora vi è solo silenzio.

il rumore mi ha disgustata.

disgustata tutta.

il frastuono mi ha uccisa, senza seppellirmi.

così, il divincolarmi a terra per l'ultimo attacco elettrico di nervi

ha trovato pace nel silenzio delle parole.

non riesco più a stringere gli occhi verso il sole.

non so più raggelare al tocco dell'acqua della doccia rivolta verso il blu.

so solo respirare.

e respirare.

e respirare.

per chetare e distendere i nervi della fronte, le rughe del dentrocorpo.

abbandono la testa all'indietro e sento un sorriso ebete smorfiarmi appena le guance.

che fine ho fatto?

non vedo l'ora che ci sia una domenica di sole per godere degli odori dei rami.

19APR2005

________________________________________________________________________________

Al buio

Si sentono meglio i rumori.

Si percepisce la larghezza

Dell’anima e si scordano

I sensi di colpa.

TUTTO APPARE PIU’ CHIARO.

TUTTO E’ NUOVO, COME RINATO,

MA, NELLO STESSO ISTANTE,

ETERNO ED IMPERITURO.

SENZA INIZIO, NE’ FINE.

Solo con uno slancio

Che si proietta in avanti,

dal centro del nostro corpo

AGO04

________________________________________________________________________________

Quando li sento parlare,

mi vien voglia di colpirli in faccia.

Non riesco a sopportare i loro discorsi.

HO UN SILENZIO DENTRO

CHE LI OPPRIME!

Come le rocce

Sputate dai miei

Sguardi monoespressivi.

NETTE E PESANTI.

HO UN SILENZIO DENTRO

CHE LI OPPRIME.

AGO04

________________________________________________________________________________

3 minuti di silenzio.

Da fare per forza.

Sono 3 minuti di pensieri

Che vanno ad altro.

E Madrid rimane solo un nome.

Scommetto che state pensando

Ad altro,

oppure al niente

-supponendo la sua esistenza-

ma i 3 minuti sono per credermi più buona

e compassionevole o

solo per passare 3 minuti

in silenzio, senza essere rimproverata?

Ed in 3 minuti sono stati scaricati

Dalla mente 3 milioni di pensieri

Di stronzate.

04

________________________________________________________________________________

 

Seduta nell’umidità

Della pioggia,

ho annusato

la tranquillità.

Finalmente

È lontano il rumore

Di casa.

Sorrido.

Pensando al tuo

Odore,

sospiro.

21AGO05

________________________________________________________________________________

 

Annusarmi le mani per sentire un dolce sapore.

Dov’è la bellezza umana che tanto cerco?

Dove sono quelle mani pronte a farmi sussultare.

Vorrei una goccia di sorriso per perdervi la vita diecimila anni interi.

13GIU05

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Accovacciarmi con serenità in un asciutto calore.

Per respirare.

13GIU05

________________________________________________________________________________

 

Cadere.

Come se nulla fosse.

Immagino una terra vastissima.

Ed un bel ricordo al concludersi dell’infinito orizzonte pieghevole.

Tastami coi polpastrelli le labbra e raccontami che suono hanno fatto.

13GIU05

________________________________________________________________________________

 

Mentre canta il vento sul collo,

 

penso al giorno in cui morirò di follia.

 

Ormai faccio e dico ciò che penso.

 

Capiterà l’irrazionale?

 

6GIU05

 

________________________________________________________________________________

 

Ci stiamo respirando a pieni polmoni.

 

E noi ci mangeremo anima e corpo, vedrai…

 

Ci stiamo respirando a pieni polmoni.

 

22GIU05

 

________________________________________________________________________________

 

ho cercato il brivido nel solleticarmi i capelli.

 

ho cercato la pienezza schiacciando all'estremo il pastello ad olio.

 

ho cercato la dura perfezione nell'aria gelida del mattino.

 

ho cercato...ho cercato un polmone nuovo di zecca per un vivere migliore.

 

ho cercato un posto in prima classe, per evitare di spiarmi dentro, alla foce del dolore.

 

mi divoro ogni giorno la pelle, per sentire ancora l'odore del mio vivere.

 

individuo.

 

entro in una piazza e divento Folla.

 

13APR05

 

________________________________________________________________________________

 

Vorrei sentirti respirare questa stessa aria di cielo nel bosco in cui si assopisce

La mia frenesia.

Seduto sulla mia stessa tovaglia, col capo all’insù.

E l’odore che pizzica le narici del sambuco,

bianca magia moltiplicatamene ramificata.

23MAG05

________________________________________________________________________________

 

Sottile, continuo, imperterrito

Camminare, sgambettare, razzolare

Di teste.

Una dopo l’altra.

Una

Dopo

L’altra.

-e pare quasi un altro film francese-

Voci

disparate.

Disperate

Emozioni.

Sguardi che si incontrano,

senza toccarsi.

Ed io resto in contemplazione

Dell’unico vero colore.

5NOV05

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Impermeabile, la mia mente cerca di afferrare discorsi umidi e spesso

Fradici di parole.

Avrei voglia di catturarne almeno l’intonazione,

ma tutto questo vivere (oppure il contrario?)

mi ha succhiato la forza per farlo.

Ed ora, con il mal di schiena, mi inarco

Sul tavolo, per comprendere o parlare

Con la superficie piatta e bianchissima.

Ma dove sono andate tutte quelle brutte scritte?

29APR05

________________________________________________________________________________

 

 

 

CORPO

 

________________________________________________________________________________

 

Senza sapore.

Le mie mani non tremano più.

Ed in tutto questo caldo,

con i miei capelli sudati,

cerco il luogo più nascosto per vomitare.

Paspo il mio corpo:

è sempre più bianco.

28LUG05

________________________________________________________________________________

 

Spolveratemi.

Ho bisogno di sentirmi viva.

28LUG05

________________________________________________________________________________

 

Localizzami all’ombra dei cespugli,

se esisti, carissimo.

Mi guardo dentro e sono come

Fuori.

Libera di mettermi le dita nel naso.

6GIU05

________________________________________________________________________________

 

Mi guardo allo specchio.

 

Quando sono così, non sono poi tanto brutta.

 

13GIU05

________________________________________________________________________________

 

sono crollata nel mio essere imbranata.

inorridita, perdo gli occhi e gli occhiali

e mi gratto la testa.

in perenne imbarazzo

sto a sistemarmi la maglietta, cercando di perdere l'essenza del buffo sul corpo.

cosa sono quei fanali che, larghi, mi circondano?

occhi di chi non mi dà pace

e che pace non possiede.

non ho pace e mi mordo.

non mi do pace e mi succhio le dita.

29APR05

________________________________________________________________________________

 

accarezzami la fronte ed il collo.

fammi commuovere.

perchè ormai non ricordo nemmeno come si fa a piangere.

19APRI05

________________________________________________________________________________

 

quando

non

spalanco

gli occhi,

si scioglie

il molle

di me.

ironico

iride

verde/giallo/marrone/ambra/fieno alla

luce.

e la bocca pesce rosso foglia

canadese

rosata dagli anni resta

socchiusa.

in un viaggio pressoché mentale.

2MAR05

________________________________________________________________________________

 

solchi profondi quanto le mie occhiaie

mi devastano la visione dei seni.

ho deciso che stasera schiaccerò le mosche con le dita.

al volo.

29APR05

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Verrà giorno in cui ritroverò coscienza

Delle mie emozioni.

Ho un buco nel torace che risucchia aria e sputa.

Sono metallica e maniaca al tempo stesso

Ed il mio cuore è un pezzo di cartone storpiato

Dall’assenza di percezione emotiva.

Mi guardo i palmi dei piedi,

cercando la linea più graziosa,

ma vi trovo solo calli che la vita mi ha già avvitato

al tallone.

I cipressi si slanciano verso un cielo

Indifferente.

Ed io, alla loro ombra,

piscio.

29APR05

________________________________________________________________________________

 

Ho tirato la mia pelle

con i denti, sino a lacerarmela.

Ho distrutto le mie mani,

riso per le mie goffe gambe,

fatto a pugni col mio naso arcuato.

Ed ora sono in questa stanza fumosa a contare i pensieri.

Fessure fatte col taglierino

Su una tela di Fontana.

Rosso e spazio.

Ed avrei voglia di metterci le dita

Dentro.

Dentro alla mia carne, riflessi che si lasciano spiare

Dalla luce esterna,

mondo rosso e bagnato,

liquido non omogeneo,

placenta senza figlio.

17FEB05

________________________________________________________________________________

 

Io, donna senza unghie,

costretta a grattare croste dal mio corpo,

io, distrutta e ricreata e gettata dal mondo

nell’angolo più buio, ove i ricordi muoiono,

non posso restare sola a guardare il flusso delle cose scivolarmi accanto, senza fare

nulla.

Nulla…

Non posso limitarmi di vivere di scorie

Che mi lanciate tutti quanti addosso,

non posso evitare di urlare e di straziarmi se mi sento

senza voce.

Allora, alzo gli occhi e con la forza del mio corpo mi ereggo in piedi.

Un passo dopo l’altro…

Potrò trovare pace nel silenzio dei miei pensieri?

Ho un callo nella testa che vive di memoria.

Ho un callo nella testa che vive del tuo viso.

Ho un callo nella testa che mi fa crescere e non mi impedisce di pensare.

Oggetti lanciati verso il sole, caduti in un silenzio generale.

Pietre scagliate contro un muro faran crollare altre pietre di pazzia.

E così, nel flusso generale delle cose, stimolando i miei pensieri pieni di timori,

potrò sdraiarmi almeno un secolo a non pensare.

E stare a fissare il cielo, dopo un debole sospiro,

per soffocare il suono della distruzione universale.

11FEB05

________________________________________________________________________________

 

Quando sono rovinata dal tempo,

sento l’aria grattugiarmi la pelle,

cadendo in un immenso interrogativo

senza partecipazione.

Di parole e di emozioni,

cerco.

Cercare il treno più veloce,

come copertura più estrema.

Occhiali da sole

Per occhi allergici alla luce.

Più violenta.

Di vergogna cado

E mi sbuccio i gomiti.

Non ho più coraggio,

né voglia di decodificarmi.

Addio.

20MAG05

________________________________________________________________________________

 

 

 

VIAGGI E PENSIERI VARI

 

________________________________________________________________________________

 

Le emozioni scivolano

solitarie, aspettando l'ultima

energia in cui sciogliersi

per poi fermentare nella fine ultima,

come zucchero bruciato

in un assenzio praghese

verde come la mia fantasia,

che ogni tanto mi prende

a calci per portarmi dove sono

ora.

30AGO04

Sul marmo

freddo cado. Mi

rompo la testa.

Ed i pensieri.

Affogo di consapevolezza,

inconsapevolmente.

 

Mi accorgo di essere

Solo un’altra goccia

In un bicchiere

Strapieno di gocce,

che cadono da occhi

tramutatesi in

calda sofferenza, grazie

ad un sorriso spento.

31AGO04

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passo molle come il gatto sotto il sole afoso e pesante, con la testa in ammollo, dondola su quattro zampe la sera estiva, ma, in realtà, non del tutto cronologicamente esatta. ha strappato, prima del previsto, un pezzo di vita, ed ora lo ingoia con sorriso beffardo ed occhi nascosti da due nicchie lucide, nere e rotonde. nostalgia. nostalgica, guardo il cielo, coprendomi la fronte con il lato esterno della mano callosa, cercando la nuvola stretta e l